Verona Resia Verona

Dalla sorgente alla foce

29 Aug 2017
Verona Resia Verona

Seguire il corso di un fiume dalla sorgente alla foce è senz'altro interessante.

Lo si può vedere crescere piano piano, diventando prima ruggente ruscello racchiuso tra le montagne e poi grande e placido corso d'acqua che serpeggia con grandi anse nella pianura. Seguire l'acqua alla stessa velocità della corrente, in bicicletta, è rilassante e riporta la persona ad un livello più "naturale", ed è forse per questo che le grandi ciclabili che seguono il Danubio, l'Inn o il Reno hanno avuto così tanto successo.

In Italia non abbiamo ancora dei percorsi che seguono interamente il corso di un fiume su piste dedicate esclusivamente ai ciclisti, ma la prima sezione della ciclopista dell'Adige, quella che va dal Passo Resia a Verona, può sicuramente rivaleggiare con quelle dei grandi fiumi dei paesi del nord.

Simonetta Bike Tours propone la propria versione della Passo Resia - Verona, con qualche spettacolare deviazione per ammirare le bellezze delle province di Bolzano, Trento e Verona, sempre seguendo piste ciclabili e stradine secondarie. Come ogni prodotto di Simonetta Bike Tours anche questo tour dev'essere testato, percorso centimetro per centimetro, ed io non mi sono certamente tirato indietro quando ho ricevuto la "chiamata": non si dice mai di no ad una bella pedalata!

Giorno 1: Passo Resia - Rablà

Fossi partito con un viaggio Simonetta Bike Tours tutto sarebbe stato più facile, avrei caricato la bici sul furgone e avrei raggiunto comodamente il Lago di Resia senza alcuna difficoltà. Invece, partendo in solitaria, dopo una levataccia e aver preso tre treni, mi ritrovo a Silandro ad aspettare il bus sostitutivo per Malles, causa problemi sulla linea del trenino della Val Venosta. Un viaggio infinito…

Malles la raggiungo che ormai è mezzogiorno passato, mezza giornata di bicicletta è ormai persa. Da Malles devo continuare a salire per il Lago di Resia, mi rimangono ancora 450 metri di dislivello: chi deciderà di partire con Simonetta Bike Tours avrà ancora una volta vita facile, la tappa partirà dai 1498 mt del lago per poi seguire il corso l'Adige in discesa.

Nonostante la salita non mi lamento, in fondo amo pedalare in montagna… Dopo aver visitato l'affascinante Malles, sorvegliata da cinque torri medievali, percorro piccole strade che si impennano ed attraversano vasti campi verdi dove le mucche brucano placidamente ed i contadini ammassano la paglia. Man mano che salgo la vista si fa sempre più stupefacente, appena mi giro un'enorme montagna appare come per magia: è l'Ortles, che domina il paesaggio con il suo grande ghiacciaio. Dopo qualche chilometro raggiungo prima il Lago della Muta e poi il Lago di Resia. Per il percorso di andata decido di percorrere l'ondulata ciclabile della riva destra del lago, molto frequentata da ciclisti di ogni età. Nonostante il cielo sia un po' nuvoloso le acque del lago sono splendide, del classico colore lattiginoso dei laghi alpini, e brillano quando qualche raggio di sole fa capolino tra le nuvole.

Finalmente raggiungo il piccolo centro abitato di Resia, è da qua che il viaggio di Simonetta Bike Tours avrà inizio. Come rito propiziatorio decido di riempire la borraccia con l'acqua della sorgente dell'Adige, che nasce a meno di mezz'ora di cammino dal paesino: non può esserci acqua migliore al mondo! Dopo aver percorso la riva destra del lago in leggera salita, ora non farò altro che scendere seguendo la ciclabile della riva sinistra, una sterrata scorrevole che dopo un paio di chilometri mi porta al famoso campanile di Curon Venosta, simbolo del lago. Il campanile si erge forte e fiero sulle acque, unico edificio ancora esistente dell'antico villaggio di Curon, inondato dopo la costruzione della diga nel 1950.

Faccio slalom tra i turisti intenti a fotografare ciò che resta della chiesa del XIV secolo e ricomincio a scendere, prima dolcemente affiancando il Lago della Muta, con un magnifico Ortles sullo sfondo, poi in maniera sempre più decisa verso Burgusio. Come molti paesini del Trentino - Alto Adige, anche questo possiede il suo bel castello, ma la vera sorpresa la si ha alzando un po' gli occhi: le bianche pareti dell'abbazia benedettina di Marienberg splendono tra il verde dei boschi, peccato che per raggiungerla bisogna affrontare un paio di tornanti in salita, ma ci si può accontentare anche della bella vista dal basso.

Scendo ulteriormente ed attraverso piccoli centri abitati con case dipinte e dai caratteristici balconi in legno ricoperti da gerani, fino ad arrivare a Glorenza. Circondata da possenti mura medievali, Glorenza è un gioiellino incastonato tra le Alpi ed inserito nel circuito dei "Borghi più belli d'Italia" grazie alle caratteristiche case bianche, ai portici, alle tozze torri dal tetto conico e al magnifico paesaggio che la circonda.

Da Glorenza la ciclabile prosegue in leggera discesa serpeggiando tra immensi meleti: nel periodo della fioritura dev'essere uno spettacolo pedalare in Val Venosta, ma anche in questo periodo la vista degli ordinati filari con le montagne sullo sfondo non è per niente male. Peccato solo che le mele non siano ancora del tutto pronte… sennò sai che scorpacciata! Sul percorso si trovano anche dei simpatici carrelli dove acquistare marmellate e succhi di mela in modalità self service, difficile resistere alla tentazione. Non mancano neanche i bicigrill, autentico paradiso per ciclisti.

L'Adige diventa sempre più grande e ruggente, raccogliendo l'acqua dei numerosi torrenti che scendono dalle valli laterali, e lambisce numerosi villaggi, dominati dai soliti castelli e dai campanili delle chiese, alti ed aguzzi o a forma di cipolla. La ciclabile li attraversa tutti e i pannelli informativi posti all'inizio di ogni paese mi danno una bella lezione sulla storia della valle: ce ne saranno di storie da raccontare a chi parteciperà al tour di Simonetta Bike Tours!

La mia giornata sui pedali si conclude con un piccolo ed improvviso acquazzone poco prima di arrivare a Rablà, dove vengo ospitato dall'amico Max. Dal balcone di casa sua assisto allo spettacolo di lampi e saette sulle montagne della Val Martello, che illuminano la notte come se fosse giorno. Questi posti sono stupendi anche con il temporale in arrivo, ma di cuor mio spero vivamente che domani la giornata sia soleggiata e senza pioggia!

Giorno 2: Rablà - Rovereto

Non c'è miglior sveglia che quella dei raggi del sole dopo una notte di pioggia: si parte all'asciutto!

La magia delle montagne del primo mattino me la vivo tutta in bicicletta, il silenzio è rotto solamente dallo scrosciare dell'acqua dell'Adige e dal tenue rumore del bosco che si risveglia, per il resto incrocio solamente un paio di ciclisti solitari. La ciclabile prosegue tra i meleti fino alla centrale elettrica, poi per un tratto si scosta dall'Adige per giungere ai Troni di Trauttmansdorff, magnifico punto panoramico immerso tra i fiori dove spiccano due enormi troni, immaginario punto di sosta dei giganti per osservare la valle e le bellezze del giardino botanico del castello Trauttmansdorff.

Dai troni la strada scende a valle con dei tornanti pennellati sul fianco della collina, poi prosegue verso Merano passando vicino alla fabbrica della birra Forst: peccato, sono solo le otto e mezza del mattino ed io non sono abituato a far colazione con la birra…

Giungo a Merano ed il tempo comincia a rannuvolarsi. Purtroppo visito la città con un po' di grigiume in cielo, ma nonostante ciò Merano riesce ad affascinarmi, sia con i suoi vicoli ed edifici di epoca medievale, sia con i suoi palazzi in stile liberty, costruiti per la borghesia di fine Ottocento, che scelse la città come meta delle proprie vacanze per godere prima del clima mite e poi dell'acqua termale.

Lascio Merano alle mie spalle, l'asfalto della ciclabile è perfetto e le ruote della mia bicicletta sfrecciano in direzione di Bolzano: ora la pista comincia ad essere trafficata, non solo da ciclisti ma anche runners, camminatori e pattinatori. Man mano che mi avvicino alla città si apre la visuale sulle cime del gruppo del Catinaccio, le sue guglie sembrano vicinissime e resisto con difficoltà alla tentazione di seguire la ciclabile della Val d'Isarco per raggiungere le Dolomiti. Il castel Firmiano, arroccato su uno sperone roccioso in un'ansa dell'Adige, segna il mio ingresso alla città di Bolzano, la città ideale per ogni amante della bicicletta. Le piste ciclabili sono ovunque, nei bellissimi parchi fioriti, lungo il fiume, a fianco delle principali arterie di comunicazione: pare che ogni angolo della città sia raggiungibile in sicurezza su una due ruote! A parte un paio di vie pedonali, anche il centro storico si lascia visitare con piacere sul sellino: i portici sono onnipresenti, i palazzi in stile nordico sono eleganti e raffinati, i vicoli medievali animati di gente, così come piazza Walther, dominata dall'imponente Duomo in stile gotico.

È quasi un dispiacere lasciare Bolzano ma il viaggio deve proseguire, meno male che il sole torna a far capolino nel cielo, riuscendo a scacciare tutte le nuvole: ora la Valle dell'Adige risplende in tutta la sua bellezza. Dopo Bolzano il percorso di Simonetta Bike Tours lascia la ciclabile dell'Adige per concedersi una deviazione sulla spettacolare ciclabile dell'Oltradige, che segue l'ex tracciato della ferrovia che portava ad Appiano e al Lago di Caldaro. La ciclabile, leggermente ondulata e panoramica, attraversa immensi meleti e vigneti, si inoltra nei boschi e si insinua nella roccia grazie alle vecchie gallerie della ferrovia, fino ad arrivare alle placide acque del lago di Caldaro, circondato da montagne che ci si specchiano.

Superato il lago riprendo a pedalare sulla ciclopista dell'Adige che - ricordiamolo - è parte del tragitto dell'antica Via Claudia Augusta, ed arrivo fino a Egna per concedermi finalmente il meritato pranzo. Non potevo scegliere location più adatta! Egna è proprio un bel borgo, inserito nella lista dei "Borghi più belli d'Italia", fatto di case porticate dipinte con colori chiari, dove ancora si respira un'atmosfera medievale: il villaggio è semi deserto ma immagino che il martedì, giorno del caratteristico mercato, le strade siano gremite di gente.

Con la pancia piena riprendo a pedalare verso sud e pian piano il paesaggio cambia leggermente, la valle si allarga e si restringe regalando splendidi scorci sulle pareti rocciose che scendono quasi verticalmente a fondovalle, e cambia anche l'architettura dei paesini che attraverso: sono arrivato in Trentino e la differenza si nota. Arrivare a Trento è un gioco da ragazzi, la ciclabile è perfetta ed il vento è stranamente a favore. Trento la conosco bene, molti dei miei amici ci hanno studiato per anni, ma fa sempre piacere visitarla di nuovo: rimango sempre sorpreso dalla bellezza di Piazza Duomo, dove convivono armoniosamente lo splendido Duomo, la Fontana del Nettuno ed i palazzi medievali, così come il castello del Buonconsiglio, gli stretti vicoli del centro ed il quartiere moderno che ospita il MUSE, progettato da Renzo Piano.

C'è ancora tempo per pedalare e decido di arrivare a Rovereto: una veloce chiamata ad un amico del bel paese trentino ed è fatta, sarò ospite a casa sua! L'ultimo tratto del percorso di oggi attraversa una zona ricca di fortificazioni militari, sulle quali spicca il possente Castel Beseno, situato su un panoramico sperone roccioso: i più allenati potranno intraprendere un'azione solitaria che li porterà sulla cima del colle, io per oggi ne ho a sufficienza di chilometri pedalati e non vedo l'ora di arrivare a Rovereto.

Arrivo a Rovereto appagato. La tappa di oggi è stata esaltante, oltre alla costante vista sulle stupende ed onnipresenti montagne ho potuto godere della tranquillità del lago di Caldaro e delle bellezze architettoniche di Merano, Bolzano, Trento ed Egna. Di più non potevo chiedere e la giornata si conclude in bellezza con un regalo dell'amico che mi ospita: tortellini fatti a mano da un'altro ospite di Carpi! Certo, essendo in Trentino avrei preferito della carne salà, ma direi che per oggi non ci si può certamente lamentare!

Giorno 3: Rovereto - Verona

Difficile ripetere una tappa come quella di ieri, ma sono certo che anche oggi il percorso di Simonetta Bike Tours saprà regalarmi delle belle sorprese.

Visito Rovereto di primo mattino, quando le strade sono ancora deserte. Il leone di San Marco appare per la prima volta sulle pareti dei bei palazzi del centro storico, questo significa che ormai non manca molto al confine col Veneto… il lago di Garda è sempre più vicino! Man mano che proseguo verso sud la valle dell'Adige, che adesso assume la denominazione di Vallagarina, si restringe, i paesi diminuiscono e il fondovalle si tappezza di un mare di vigneti. Non mancano i castelli, quello di Avio è particolarmente bello, mentre tra gli edifici religiosi è impossibile non rimanere affascinati dal Santuario della Madonna della Corona, visibile dalla ciclabile ed incastonato in una parete rocciosa verticale nei pressi di Brentino.

La fine della Vallagarina è vicina, si notano le montagne che degradano verso la pianura, ma mi rimane ancora una piccola salita da affrontare prima di entrare nell'area collinare che circonda il Lago di Garda. Qualche tornante secco, un paio di piccoli strappi, un vasto panorama sulla valle ed eccomi arrivato a Rivoli! Sono circondato da fortezze, da qua posso osservare il possente forte Wohlgemuth, il forte di Ceraino, semi-nascosto nel bosco, il diroccato forte di Monte e quello panoramico di San Marco. Quest'area, oltre ad essere particolarmente affascinante, è stata per secoli strategicamente importante, fondamentale per raggiungere le Alpi dalla Pianura Padana, ed è per questo che l'area è così ricca di forti.

Saluto la pista ciclabile dell'Adige, d'ora in poi il il percorso si svilupperà su strade secondarie in un paesaggio che alterna vigneti a campi di grano ed addirittura oliveti! Eh sì, quest'area è ricca di ulivi, l'influenza del Lago di Garda si sente parecchio e le temperature sono decisamente più mediterranee. L'arrivo a Garda avviene dalla "porta di servizio", dall'anfiteatro collinare che lo domina e che mi regala un bel panorama sulla Rocca, sul paese stesso e le Prealpi Bresciane.

Negli ultimi chilometri ho pedalato più o meno in solitaria, tra il silenzio dei vigneti ed incontrando pochissima gente sul percorso, ma l'entrata a Garda mi riporta nuovamente ad una dimensione decisamente più urbana: il paese è vivacissimo e brulica di turisti che occupano gli stretti vicoli del centro storico e l'affascinante lungolago. Non mi resta che scendere da bicicletta e godermi il sole in una delle spiagge del paese, dopo tanta fatica un po' di riposo non fa certo male! Dopo una mezz'oretta in modalità lucertola indosso nuovamente i panni del ciclista e riprendo a pedalare sulle piccole alture che circondano il lago: il percorso è un po' ondulato ma il panorama che si può ammirare dalle colline ripaga certamente ogni sforzo. Le strade che percorro sono quasi completamente prive di traffico, nonostante il lago sia invaso da migliaia di turisti: Simonetta Bike Tours, grazie all'esperienza maturata con migliaia di chilometri in bicicletta, è riuscito a creare un percorso che farà felice ogni cicloturista, lontano dal traffico e dal rumore delle macchine.

Lascio la zona del Lago attraversando una zona ricca di vigneti che produrranno dell'ottimo Bardolino per entrare in un'altra zona famosa per un eccellente vino rosso: al di là dell'Adige si entra nel fantastico Regno del Valpolicella! La Valpolicella è famosa per il suo vino sin dal tempo dei Romani e pedalando tra i vigneti si nota come il territorio sia stato trasformato dall'uomo per migliorare la sua produzione. Muretti a secco, terrazzamenti e antichi casolari si possono incontrare un po' ovunque, così come non è difficile imbattersi in una cantina. Ce ne sono di antiche, gestite dalla stessa famiglia da decenni, ma anche di moderne: durante un tour di Simonetta Bike Tours una sosta ad una cantina sarà una tappa obbligatoria! In Valpolicella affronto la prima vera salita della Resia - Verona. Per raggiungere il pittoresco borgo di San Giorgio Ingannapoltron bisogna sudare, ma la vista che si ha dalla piazza del paese è unica: il Lago di Garda e Sirmione sembrano ad un passo, così come le Prealpi Bresciane, si possono notare le geometrie eleganti disegnate dai terrazzamenti che salgono verso il paese e, nelle giornate più limpide, si possono addirittura ammirare gli Appennini. Il borgo, costruito tutto in pietra locale, è un piccolo gioiello situato tra Valpolicella e Lessini ed è dominato da un'antica pieve romanica.

Lascio il paese per portarmi nell'altro versante della collina, da dove posso ammirare la parte più orientale della Valpolicella, e affronto i larghi tornanti della strada che mi porta a fondo valle. Pedalo forte tra le strade di campagna della Valpolicella, in fondo le conosco tutte alla perfezione, ma ogni volta che incrocio una villa non posso che rallentare, anche solo per ammirarne la facciata. E le ville sono molte: Villa della Torre, Villa Costanza, Villa Pullè, Villa Amistà… tutte eleganti ed imponenti.

Ormai Verona si fa sempre più vicina, incontro nuovamente l'Adige e pedalo lungo la strada che lo affianca fino a giungere al maestoso ponte di Castelvecchio, il ponte medievale costruito dagli Scaligeri che mi permette di attraversare nuovamente il fiume ed entrare finalmente nel centro storico di Verona. E' fatta! L'arrivo in Piazza Bra è quasi teatrale, l'Arena è colorata di rosa dai raggi del sole che tra poco tramonterà, mentre la gente affolla la piazza, sembra quasi che mi stia aspettando come per salutare un corridore del giro d'Italia! Un'arrivo così è il giusto epilogo di questo bellissimo viaggio di Simonetta Bike Tours: in cuor mio spero di poter accompagnare numerosi gruppi in questa Resia - Verona, per provare le stesse meravigliose emozioni che ho provato in questi tre giorni di bicicletta!