In bicicletta dalle Dolomiti a Venezia

Cicloturismo dal cielo al mare, prima tappa

08 Sep 2017
In bicicletta dalle Dolomiti a Venezia

Questo è uno di quei tour in bicicletta che più esaltano il mio spirito indomito di viaggiatore ed esploratore...

Questo è uno di quei tour in bicicletta che più esaltano il mio spirito indomito di viaggiatore ed esploratore, c'è dentro un po' di tutto quel serve per rendere un viaggio indimenticabile: alte montagne, laghi alpini, fitti boschi ombrosi, paesini affascinanti e città d'arte, ville maestose, dolci colline ricoperte di vigneti, l'infinita campagna dove cresce alto il granoturco, grandi fiumi ed infine il mare.

È incredibile come possa essere possibile attraversare zone così diverse tra loro in una manciata di chilometri, e tutto in una sola regione, il mio bellissimo Veneto. Sarò forse di parte, in fondo qui ci sono nato, ma questa regione non smette mai di stupirmi, tanto con le sue bellissime Dolomiti quanto con le sue preziose città d'arte.

Questa bellezza è esaltata dall'andar piano, in bicicletta: l'intenso profumo dei pini ed il rumoroso frinire delle cicale non si possono certo percepire in automobile e costituiscono parte importante della bellezza del tour.

Simonetta Bike Tours ha pensato di suddividere il tour in sette tappe, per apprezzare appieno ogni singolo centimetro del percorso e visitare con tutta tranquillità le città d'arte: io l'ho terminato in quattro giorni - in fondo mi piace anche la velocità - ed ora vi racconto com'è andata…

Prima tappa: Dobbiaco - Belluno

Il viaggio ha inizio a Dobbiaco, che raggiungo dopo qualche ora di treno da Verona. L'aria è decisamente frizzante, temperature così fresche non si percepivano dalla primavera, tanto che devo indossare la maglietta termica. Ah, che bella la montagna e il suo clima!

Il cielo è limpido, si notano alla perfezione tutte le cime che circondano Dobbiaco e mi godo il panorama di fronte ad una gigantesca fetta di strudel, il giusto carburante per cominciare una giornata sui pedali.

La tappa, che comincia in leggera salita, regala subito una bella sorpresa: il lago di Dobbiaco è di un bel blu profondo ed è racchiuso tra imponenti montagne che si rispecchiano sulle sue placide acque. Viene voglia di fermasi un po' di più e passeggiare li intorno, ma il viaggio deve proseguire. La ciclabile che porta verso il passo Cimabanche è al naturale, sterrata, per rispetto del Parco delle Dolomiti Bellunesi, che dal 2009 sono patrimonio mondiale dell'umanità per l'UNESCO. I ciclisti che pedalano lungo il percorso sono molti e non è difficile scambiare quattro chiacchiere con loro, tutti sono stupefatti dalla bellezza delle montagne: tra le altre, si intravedono anche le Tre Cime di Lavaredo.

Prima di raggiungere il passo devio per il lago di Misurina, è da li che il tour di Simonetta Bike Tours avrà inizio. Il lago è stupendo, le montagne e gli edifici in stile alpino ci si affacciano rendendo il luogo ancor più magico.

Riprendo a pedalare lungo il percorso della vecchia ferrovia, costruita nel 1905 dal governo austriaco ed ora smantellata. Le pendenze sono minime, salgo poco a poco e non faccio fatica, rimanendo sempre abbagliato dalla bellezza di ciò che mi circonda. Pedalo costantemente nel bosco ma di tanto in tanto gli alberi lasciano spazio alle vecchie stazioni del treno, ormai abbandonate, alle gallerie, fortunatamente illuminate, e ai ponti che consentono di superare spettacolari e profondi orridi. 

Tutto d'un tratto il panorama si apre e finalmente intravedo Cortina d'Ampezzo, adagiata elegantemente a fondo valle. Il centro cittadino è animato, le vie del centro sono gremite di persone che prendono il caffè ed ammirano le case dipinte ed i balconi ricoperti da gerani, mentre le montagne osservano silenziose dall'alto.

La ciclabile supera Cortina e si inoltra nella Valle del Boite con una nuova veste: ora il fondo è asfaltato ed è un piacere pedalare in discesa verso il Cadore. Poi, la valle si restringe nuovamente e la ciclabile è si circonda di boschi, finché non appaiono i primi villaggi ed il Lago di Centro Cadore. La vista del grande bacino artificiale è superlativa da Pieve di Cadore, la città natale del pittore Tiziano, al quale è dedicata la bella piazza centrale del paese: per me, un enorme gelato è la giusta ricompensa per essere arrivato fino a qua!

A Pieve di Cadore lascio la ciclabile per seguire la vecchia statale Alemagna, che scende rapidamente a valle con ampi tornanti panoramici. Grazie alla costruzione della variante automobilistica, la vecchia statale è utilizzata pochissimo ed è praticamente una grande ciclabile. Il fondo valle è scarsamente popolato ed è un piacere pedalare a fianco alle acque azzurre del Piave, che scorrono ruggenti fino a Longarone, dove finalmente la valle si allarga, lasciando spazio ad ampie vedute.

Proseguo a sinistra Piave lungo una strada leggermente ondulata che passa anche dal paese di Vajont, tristemente celebre per il disastro del 1963. Superata la diga sul Piave, che ferma le acque del fiume creando un lago allungato che riflette i bei monti che lo circondano, il percorso segue una stradina tranquilla ai piedi delle colline che attraversa piccoli borghi che regalano gioielli d'arte, quali Villa Fulcis - Montalban e Villa Butta - Sammartini.

Finalmente arrivo a Belluno, stanco ma soddisfatto. Visito la cittadina con piacere, già la conoscevo, ma è un piacere ripassare tra i vicoli del centro storico sui quali si innalzano palazzi in stile veneziano, che in una città alpina come Belluno fanno un po' strano. Rivedo con piacere anche dei vecchi amici e come vero bellunese mi immergo subito nella vita mondana della città: spritz e prosecco non possono mancare come segno di benvenuto, mentre la pancia viene riempita da del delizioso "schiz", formaggio locale alla piastra che mi riempie di energie per domani. La tappa si preannuncia altrettanto bella, tra Val Feltrina e Val Brenta, fino a Bassano del Grappa… non vedo l'ora!